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mercoledì 1 giugno 2016

Ciambelle glassate


Questa volta ho deciso di prendere una strada esattamente opposta a quella dell'ultima ricetta, se in quella non c'erano zucchero latte o uova, qui non mi sono fatta mancare proprio niente, però a volte si può proprio resistere.
Era un secolo che avevo voglia di provare questa ricetta ma mi sembrava sempre troppo, troppo pesante, troppo lunga, troppo fritta!
Finalmente ho trovato il coraggio e non me ne sono pentita affatto, le ciambelle sono sofficissime, dolci e assolutamente non troppo unte, fantastiche appena preparate, ma anche dopo qualche ora restano belle morbide e anche la preparazione si è rivelata molto più semplice e veloce di quanto pensassi, il che è un problema perchè ho già voglia di prepararne ancora!

Per le ciambelle:
350 g di farina 
8 g di lievito secco
60 g di zucchero semolato
1 pizzico di sale
190 g di latte tiepido
1 uovo
1 pizzico di vaniglia in polvere
40 g di burro morbido
Olio per friggere

Per la glassa:
250 g di zucchero a velo
50 g di latte 
1 pizzico di vaniglia in polvere
Colorante alimentare

Per la buona riuscita di questa ricetta è importante che tutti gli ingredienti siano a temperatura ambiente perciò tirateli fuori dal frigo con un po' di anticipo.
Mescolate la farina con il lievito secco, unite il latte tiepido e iniziate ad impastare, aggiungete lo zucchero, il sale, la vaniglia e l'uovo leggermente sbattuto, lasciate impastare per qualche minuto poi unite il burro morbido un po' alla volta.
Continuate a lavorare l'impasto per almeno 10 minuti poi copritelo con della pellicola e lasciatelo livitare per un'oretta o fino al raddopio del volume.
Una volta finita la prima lievitazione, stendete l'impasto su un piano ben infarinato fino ad uno spessore di circa 1 cm, tagliate le ciambelle e sistemate ogniuna su un quadratino di carta forno, coprite di nuovo e lasciate lievitare ancora un'ora.
Scaldate l'olio e aiutandovi con la carta frono immergete le ciambelle, quando saranno ben dorate da entrambi i lati scolatele su della carta da cucina e lasciatele freddare su una gratella.
Potete decorare le vostre ciambelle con una miscela di zucchero semolato e cannella  o con del semplice zucchero a velo o ancora preparare la classica glassa colorata, semplicememte mescolate tutti gli ingredieti fino ad ottenere una crema liscia e colorate a piacere, immergete un lato della ciambella nella glassa e lasciate scolare su una gratella.

martedì 9 febbraio 2016

Beignets di New Orleans


Non so perché ma quest'anno carnevale è arrivato, ormai è anche quasi finito, e io me ne sono accorta a malapena, però tecnicamente oggi  è martedì grasso il che significa che sono ancora in tempo per preparare qualcosa.
Ho preso spunto da una delle città più famose per i festeggiamenti questa giornata, New Orleans, e ho provato a fare i famosi beignets fritti.
Purtroppo non ho ancora avuto occasione di assaggiare l'originale ma questa versione ha avuto un successo incredibile qui a casa, sono finiti in un tempo record e già mi chiedono quando ne posso preparare altri.
Le frittelle sono molto leggere, non restano affatto unte, da sole non sono molto dolci, sembrano quasi delle frittelle di pane, ma con una spolverate di zucchero a velo sono perfette.

Ingredienti:
20 g di burro morbido
1 pizzico di sale
1 pizzico di vaniglia in polvere
La scorza grattugiata di 1 limone
80 g di acqua tiepida
6 g di lievito di birra secco
25 g di zucchero semolato
85 g di latte tiepido
1 uovo piccolo
310 g di farina 
Zucchero a velo

Sciogliete il lievito secco nell'acqua con un cucchiaio di zucchero, a parte sbattete velocemente l'uovo con il latte e il resto dello zucchero, aggiungete all'acqua con il lievito insieme a circa metà della farina e cominciate ad impastare.
Unite il burro morbido con il sale, la vaniglia e la scorza di limone e aggiungetelo all'impasto, quando sarà completamente assorbito aggiungete il resto della farina un po' alla volta fino ad ottenere un impasto liscio e non troppo appiccicoso.
Trasferite l'impasto in una ciotola leggermente unta, coprite e lasciate lievitare per circa 2 ore o fino ad raddoppio del volume.
Stendete la pasta fino a circa 1 cm di spessore e tagliate dei rettangoli (io ho optato per una versione mini).
Friggete in abbondante olio di semi ben caldo, scolate bene, tamponate con della carta assorbente in modo da eliminare l'olio in eccesso e passate nello zucchero a velo.

martedì 21 ottobre 2014

Pan brioches mela e cannella


In cucina ci sono poche cose che mi danno soddisfazione come la preparazione dei lievitati, lo so, sono lunghi e laboriosi, ma alla fine quando vai a mangiarli sapendo che ti ci sono volute più di dodici ore tra preparazione, impasto, lievitazioni varie e cottura, li gusti in modo completamente diverso.
Perciò avevo voglia di preparare qualcosa così, lungo, laborioso ma estremamente appagante, girando qua e la per internet ho trovato questo pan brioche (la ricetta l’ho trovata qui), solo dalla foto si capisce già che c’è del potenziale, poi inizio a leggere e scopro che è la ricetta di Julia Child e allora vado sul sicuro.
In questa versione ho apportato qualche minuscola modifica all’impasto e ho aggiunto un piccolo twist di stagione, perché anche se qui a Roma non si sente ancora, siamo in pieno autunno!
Qui la brioche è durata a malapena un giorno, ha avuto un successo incredibile, è sofficissima e profumatissima, perciò non lasciatevi spaventare dalla lista di ingredienti più lunga del mondo e provatela.



Per il lievitino:
80 g di latte intero (+ due cucchiai per spennellare)
1 bustina di lievito secco (o 25 g fresco)
1 uovo
90 g di farina 00
180 g di farina manitoba

Per l’impasto:
Lievitino
3 uova ( + una per spennellare)
65 g di zucchero semolato
1 cucchiaino di sale
70 g di farina 00
120 g di farina manitoba
150 g di burro morbido
La scorza di 1 limone
I semi di 1 baccello di vaniglia

Per il ripieno:
30 g di burro fuso
40 g di zucchero semolato
30 g di zucchero moscovado
1 pizzico di sale
1-2 cucchiaini di cannella
50 g di uva passa
3-4 mele

Per lucidare:
2 cucchiai di zucchero semolato
6 cucchiai d’acqua
½ cucchiaino di estratto di vaniglia
1 bastoncino di cannella
1-2 cucchiai di rum



Per una buona riuscita della ricetta ricordatevi che tutti gli ingredienti utilizzati devono essere a temperatura ambiente.
Tanto per cominciare scaldate leggermente il latte, deve essere tiepido, aggiungete il lievito secco e lasciate da parte per 10 minuti.
Sbattete l’uovo e unitelo al latte con il lievito, poi aggiungete circa metà della farina e mescolate fino ad ottenere un impasto liscio, versate la farina rimasta a coprire l’impasto e lasciatelo da parte per 40 minuti.
Ora è il momento dell’impasto, riprendete il lievitino, mescolate bene per amalgamare la farina rimasta, poi aggiungete lo zucchero, il sale e le uova leggermente sbattute, una volta ottenuto un composto omogeneo aggiungete le farine e impastate per circa  15 minuti, se lavorate l’impasto a mano come me vi consiglio di farlo in una ciotola invece che sulla spianatoia perché l’impasto è molto morbido e appiccicoso, se proprio vi sembra necessario potete aggiungere un cucchiaio o due di farina in più.
Unite la scorza di limone e i semi di vaniglia con il burro cremoso e aggiungeteli all’impasto un po’ alla avendo cura che la prima parte sia completamente assorbita prima di aggiungerne ancora, continuate a impastare per altri 5-10 minuti poi trasferite l’impasto in un contenitore leggermente unto, coprite con della pellicola e lasciate lievitare per circa 2 ore, deve raddoppiare in volume.
Finita la prima lievitazione riprendete l’impasto e sgonfiatelo delicatamente sollevando i bordi e lasciandoli ricadere nella ciotola, coprite di nuovo e lasciate in frigo per almeno 4-6 ore, io l’ho lasciato tutta la notte.
Ora l’impasto è pronto per essere usato, ma prima di stenderlo preparate gli ingredienti per il ripieno; fondete il burro e lasciatelo intiepidire, ammollate l’uvetta con un po’ acqua (o ancora meglio di rum), lavate bene le mele e tagliatele a fette sottili e mescolate i due tipi di zucchero con sale e cannella.
Oh, e ricordatevi di imburrare lo stampo da plumcake (il mio è da 11x30x8 cm)!
Ok, una volta che avrete tutto pronto, riprendete l’impasto e stendetelo in un rettangolo spesso circa 4-5 mm, spennellate leggermente con il burro fuso e cospargete con la miscela di zucchero e cannella, poi distribuite le fette di mela e l’uvetta strizzata.
Con un coltello affilato dividete l’impasto in rettangoli, disponeteli nello stampo in modo che siano in fila uno dietro l’altro, l’impasto deve ancora lievitare perciò non stringeteli troppo e non vi preoccupate se non sono tutti esattamente identici.
Fate lievitare per un’altra ora.
Finita anche l’ultima levitazione sbattete un uovo con 2 cucchiai di latte e spennellate delicatamente la brioche, infornate a 180°C per circa 30 minuti, da ricetta sono previsti 45-50 minuti ma par me mezz’ora è stata più che sufficiente.
Mentre il pan brioche è in forno potete preparare lo sciroppo per la lucidatura, semplicemente unite acqua, zucchero e aromi in un pentolino e lasciate sobbollire per 2-3 minuti, togliete dal fuoco e aggiungete il rum (se volete, va benissimo anche senza).
Sfornate la brioche, spennellatela subito con lo sciroppo e lasciatela raffreddare su una gratella.

giovedì 3 aprile 2014

Danesi con lievito madre e kumquat



Chiunque abbia mai avuto la pasta madre sa che ogni settimana ricorre lo stesso problema, come usarla? Perché buttarla via è un peccato, però c’è un limite al pane e pizza che uno può preparare!
Questa volta ho deciso di provare col dolce, sono più o meno delle brioches con una forma un po’ diversa, l’impasto in se non è molto dolce ma viene compensato dalla composta di kumquat, i miei vengo no direttamente dall’albero di nonno, voi se preferite potete sostituirli con delle arance o qualsiasi altra frutta; se invece andate di fretta potete provarle con marmellata, crema, cioccolato…




Per l’impasto:
100 g di pasta madre rinfrescata
180 g di latte intero
2 tuorli
80 g di zucchero semolato
200 g di farina manitoba
150 g di farina 00
35 g di burro morbido
1 pizzico abbondante di sale
Semi di ½ bacca di vaniglia
Scorza grattugiata di un arancia

Per  i kumquat:
250 g di kumquat puliti
65 g di zucchero semolato
1 bicchiere scarso d’acqua




Cominciamo ad impastare, per prima cosa unite il burro con il sale, la vaniglia e la scorza d’arancia e lisciateli da parte, in un recipiente stemperate la pasta madre con il latte tiepido poi unite i tuorli, lo zucchero e infine le farine, quando l’impasto inizia a prendere corpo versate tutto su una spianatoia e lavorate per almeno 10 minuti, a questo punto dovreste aver ottenuto una palla bella liscia, riprendete il burro e aggiungetelo all’impasto in tre volte, sempre assicurandovi che sia completamente assorbito prima di aggiungerne altro; continuate a lavorare altri 5-10 minut,i poi trasferite in un contenitore leggermente unto e mettete a lievitare un luogo caldo e riparato fino al raddoppio, per me ci sono volute circa 6 ore.
Ovviamente non è questo il momento di riposare, prendete i vostri kumquat, lavateli per bene e tagliateli a rondelle (attenzione ai semi perché ce ne sono una marea!), metteteli un pentolino con l’acqua e lo zucchero e lasciateli andare a fuoco basso per circa 20 minuti, mescolando di tanto in tanto, quando i kumquat saranno morbidi e si sarà formato uno sciroppo denso potete spegnere il fuoco e lasciarli freddare.
Finita la prima lievitazione, riprendete l’impasto e, aiutandovi con un po’ di farina, stendetelo a uno spessore di circa 3 mm.
Tagliate dei quadrati di più o meno 10 cm per lato, prendetene uno, piegatelo a meta lungo una diagonale in modo da ottenere un triangolo, fate due tagli lungo i due lati più corti del triangolo a circa 1 cm dal bordo, facendo  attenzione a fermarvi a circa 1.5 cm dall’angolo superiore; riaprite il triangolo e dovreste aver ottenuto due tagli a L su due angoli opposti, nel quadrato che si sarà formato al centro sistemate i kumquat, lasciando un pochino di spazio lungo il bordo, incrociate i due angoli liberi facendoli passare uno nell’altro e fateli combaciare con gli angoli opposti del quadrato interno, sigillate bene i bordi in modo che lo sciroppo non esca. Non buttate lo sciroppo che resta sul fondo del pentolino perché servirà più tardi.
Sistemate i danesi su una teglia rivestita di carta forno e rimetteteli a lievitare per almeno altre 4 ore.
Finita anche questa lievitazione, scaldate il forno a 180 °C, sbattete velocemente un uovo con un paio di cucchiai di latte e spennellate leggermente le paste, infornate per circa 15 minuti o finché non saranno dorate.
Appena sfornate spennellate con lo sciroppo rimasto dei kumquat.

venerdì 15 novembre 2013

Brioches alla zucca variegate al cacao e cannella


Per Halloween ho preparato i cupcakes alla zucca e mi è avanzata una marea di purea di zucca, non sapendo che altro fare l’ho divisa in porzioni da circa 200 g l’una e l’ho congelata, perciò preparatevi perché ve la riproporrò in qualsiasi versione mi venga in mente.
Oggi sono queste brioches, la ricetta dell’impasto l’ho presa da qui; devo dire che all’inizio avevo qualche dubbio, in alcuni commenti venivano definite un po’ insipide, perciò ho pensato di aggiungere la “venatura” al cacao e cannella, per dare un po’ di dolcezza in più. Ne ho fatte metà con la farcitura e metà senza, l’impasto effettivamente non è molto dolce, anzi potrebbero tranquillamente essere usate sia con farciture dolci che salate, però il ripieno al cacao e cannella compensa perfettamente questo problema, il risultato è comunque non troppo dolce ma molto profumato e gustoso.
Probabilmente vi chiederete perché allora ho scelto proprio questa ricetta, la risposta è semplice, la morbidezza, già dalle foto (più le loro che la mia) si riesce a intuire l’incredibile sofficità di queste brioche, ed è vero, sono morbidissime, quasi da sciogliersi in bocca.
In fin dei conti, io mi ritengo abbastanza soddisfatta perciò propongo la ricetta anche a voi.




Per il preimpasto:
165 g di purea di zucca
30 g di latte intero
37 g di zucchero semolato
63 g di farina manitoba
7 g di lievito di birra

Per l’impasto finale:
330 g di farina manitoba
180 g di uova
113 g di burro morbido
5 g di sale
1 cucchiaino di cannella
½ cucchiaino di zenzero
¼ di cucchiaino di noce moscata

Per il ripieno:
80 g di burro morbido
20 g di cacao amaro
2 cucchiaini di cannella
100 g di zucchero muscovado




Per la purea di zucca potete usare quella in scatola già pronta oppure farla da voi semplicemente lessando la zucca e frullandola, come avevo già spiegato qui.
Iniziamo.
Unite il latte e la purea di zucca in un pentolino e scaldateli leggermente, devono essere appena tiepidi; a parte sbriciolate il lievito sulla farina e aggiungete lo zucchero, versate gli ingredienti liquidi sui secchi e amalgamate velocemente.
Coprite con della pellicola e lasciate a temperatura ambiente per 30-40 minuti.
Finita la prima mini lievitazione riprendete il preimpasto e a questo aggiungete il resto della farina e le uova, un po’ alla volta, prima di aggiungerne altre assicuratevi che quelle precedenti siano completamente amalgamate.
Ora, questo non è il più facile degli impasti da lavorare a mano, se avete una planetaria e simili usatela senza paura , se come me ne siete sprovvisti, non temete, bisogna solo rimboccarsi le maniche e lavorare di forchetta, lo so è faticoso ma giuro che viene bene uguale.
Dopo aver aggiunto tutte le uova continuate a lavorare l’impasto per circa 5 minuti, poi aggiungete il burro in cui avrete mescolato il sale e le spezie, come per le uova, unite il burro un po’ alla volta, in due o tre parti dovrebbe andare bene, sempre facendo attenzione che sia completamente assorbito prima di aggiungerne altro.
Finito anche il burro dovete continuare a impastare per almeno atri 10  minuti, l’impasto deve diventare liscio e bello lucido, sarà ancora super appiccicoso, ma va bene così.
Trasferite il tutto in una ciotola capiente leggermente unta d’olio, coprite con della pellicola e lasciate lievitare a temperatura ambiente per circa un paio d’ore, l’impasto deve raddoppiare in volume.
Passate le due ore riprendete l’impasto, sgonfiatelo delicatamente e ridategli più o meno forma a palla, coprite nuovamente e fate lievitare ancora, stavolta in frigo, per almeno 4 ore, la ricetta originale dice anche tutta la notte ma a me dopo 4 ore era già più che raddoppiato.
Mentre aspettate preparate la farcitura, sbattete il burro morbido con lo zucchero, la cannella e il cacao fino ad ottenere una crema ben amalgamata.
Finita la seconda lievitazione dividete l’impasto in porzioni da circa 50 g l’una, aiutandovi con una spolverata di farina, stendetele in dei rettangolini, spalmate su ognuno uno strato di farcitura, facendo attenzione a lasciare spazio lungo i bordi, arrotolateli e ripiegate le estremità sotto, cercando di sigillarli e dargli la classica forma a pallina; disponetele su una teglia rivestita di carta forno e copritele con della pellicola.
Fate lievitare ancora per un paio d’ore a temperatura ambiente fino a raddoppio.
Verso la fine della lievitazione accendete il forno a 180 °C.
Un volta pronte, spennellate leggermente le brioches con un uovo sbattuto con un cucchiaio d’acqua e infornatele per circa 8-10 minuti, forse anche un po’ di più, dipende molto dal forno e dalle dimensioni delle brioches.

martedì 22 ottobre 2013

Pretzel (o bretzel, o come volete) morbidi


Nonostante io sia una delle persone più golose sul pianeta e che, non so se si capisce, i dolci sono il mio punto debole, ogni tanto anche io ho voglia di qualcosa di salato.
Oggi è andata così, e visto che avevo un po’ di tempo e un po’ di lievito avanzato ho deciso di buttarmi sui pretzel; in realtà all’inizio ero un po’ indecisa, la preparazione mi incuriosiva ma sembrava complicata, la bollitura per 30 secondi, un pezzo alla volta, sembrava una cosa super delicata.
E invece no, sono piuttosto semplici, cioè ci vuole un po’ di pazienza e un po’ di tempo ma alla fine il risultato è stato piuttosto soddisfacente, almeno per me, senza grandi difficoltà.
Sono morbidi e profumati, con la classica crosticina salata che grazie al “bagnetto” in acqua e bicarbonato prende il sapore caratteristico; io ne ho lasciati metà al “naturale” con solo una spolverata di sale grosso e sull’altra metà ho aggiunto qualche seme di finocchio (alla mia mamma piacciono così!) ma voi potete decidere di arricchirli come più vi piace, magari con dei semi di sesamo a di papavero, oppure una grattugiata di formaggio prima di infornali. Insomma, provateli come vi pare, ma provateli!



Ingredienti:
10 g di lievito di birra
350-380 g di farina 00
7 g di zucchero semolato
8 g di sale fino
236 g di acqua tiepida
103 g di bicarbonato (più altri 1200 g di acqua)
1 uovo
Sale grosso



Sbriciolate il lievito sulla farina, unite lo zucchero, il sale e l’acqua e iniziate a impastare, il mio consiglio è di iniziare con 350 g di farina e aggiungerne in po’ per volta fino ad ottenere un impasto lavorabile e non troppo appiccicoso.
Impastate per più o meno 10 minuti, fino ad ottenere una bella pallina liscia, mettetela in un contenitore capiente leggermente unto d’olio e lasciatela lievitare per circa un’ora, o finché non avrà raddoppiato in volume.
Finita la lievitazione iniziate a scaldare il forno a 230 °C e mettete a bollire gli altri 1200 g d’acqua in una pentola larga e non troppo profonda.
Riprendete l’impasto e sgonfiate le bolle d’aria che si saranno formate all’interno, dividetelo in 8 parti uguali e formate dei cordoncini lunghi e non troppo spessi, calcolate che poi lieviteranno ancora (i miei in realtà sono venuti un po’ più piccoli e cicciotti del dovuto proprio perché non li avevo allungati abbastanza), sembrerà strano ma per allungare più facilmente l’impasto è meglio lavorare su un piano non infarinato.
Date la classica forma ai pretzel, prendete le due estremità del cordoncino, portatele verso il centro, arrotolatele una sull’altra e fissatele sulla parte bassa.
Quando l’acqua arriva a bollore versateci dentro il bicarbonato (fate attenzione perché schizza!), aiutandovi con una schiumarola immergete i pretzel, uno o due alla volta, nell’acqua per circa 30 secondi (vi serve il cellulare per questa!), visto che galleggiano io dopo i primi 15 secondi circa li ho girati in modo da farli cuocere uniformemente; sgocciolateli e adagiateli su una teglia rivestita di carta forno.
Prima di infornarli spennellarli leggermente con l’uovo sbattuto con un cucchiaio di acqua e cospargeteli con del sale grosso; infilateli nel forno caldo per circa 10 minuti, devono scurire e diventare belli dorati.
Lasciateli intiepidire e, se volete il mio consiglio, provateli con un velo di senape :)



domenica 6 ottobre 2013

Cornetti ai cereali dai sapori d'oltre oceano


La colazione è decisamente il mio pasto preferito, perché è l’unico interamente a base di dolci, almeno qui da noi.
Essendo, però, cresciuta a torta e telefilm, come ogni brava ragazza della mia età, nella mia immaginazione la colazione ideale è sempre stata una bella torre pericolante di pancakes ai mirtilli con un’inondazione di sciroppo d’acero. Solo crescendo ho capito che qui abbiamo una cosa che difficilmente si può battere, il cornetto, da piccola non mi piaceva per niente, ora invece cornetto e cappuccino è insuperabile.
Per farla breve ho pensato di unire questi due miei ideali di colazione, in un unico ibrido della colazione italo-americana.
Quel che è venuto fuori è l’impasto di un cornetto ai cereali (perché la farina ai cereali mi piace da morire) farcito con composta di mirtilli e noci pecan arrotolato su se stesso e glassato con sciroppo d’acero all’arancia.
Lo so, sembra complicatissimo, e in alcune parti un po’ lo è, ma è assolutamente fattibile, e poi che gusto c’è nel mangiare una colazione che ci vuole meno di tre giorni a preparare?
Comunque, spero di aver spiegato tutti i passaggi con sufficiente chiarezza (anche grazie agli orribili disegnini!), fatemi sapere se vi serve qualche spiegazione in più.
La ricetta dell'impasto dei cornetti è di Leonardo Di Carlo, ci si può fidare!
Buon lavoro! 




Per il preimpasto:
50 g di farina di cereali
3 g di lievito d birra
5 g di zucchero semolato
50 g di latte intero
50 g di yogurt intero al naturale

Per l’impasto finale:
25 g di tuorli (più 1 uovo intero)
33 g di zucchero semolato
3 g di miele d’acacia
50 g di latte intero
230g di farina manitoba (se vogliamo essere super precisi W 360-380)
3 g di lievito di birra
25 g di burro morbido
4 g di sale fino
I semi di ½ bacca di vaniglia
La scorza di 1 arancio grattuggiata
200 g di burro per sfogliare
10 g di farina 00

Per il ripieno:
400 g di mirtilli
60 g di acqua
140 g di zucchero semolato
Il succo di 1 limone
Noci pecan (quante ne volete)

Per la glassa:
150 g di sciroppo d’acero
Succo e scorza di un arancio (grande)




Facciamo un passo alla vota, il primo giorno è facile facile, un lavoro di 5 minuti. Per preparare il preimpasto, sbriciolate il lievito nella farina, aggiungete lo zucchero, il latte e lo yogurt e amalgamate velocemente, coprite bene con della pellicola e lasciate riposare in frigo fino al giorno dopo.
Secondo giorno, per prima cosa pesate tutti gli ingredienti mettendo il sale, la vaniglia e la scorza d’arancio sul burro.
Sbriciolate di nuovo il lievito sulla farina, a parte sbattete insieme latte, tuorli, zucchero e miele, versate questi ultimi sulla farina e iniziate ad impastare; quando non riuscirete più a lavorare l’impasto aggiungete il preimpasto, 1/3 alla volta, impastando finché la prima parte non si è completamente amalgamata prima di aggiungerne altro. Una volta aggiunto tutto il preimpasto continuate a lavorare per 10-15 minuti, poi unite il burro, come prima, incorporatelo in tre volte, assicurandovi che sia completamente assorbito prima di aggiungerne ancora.
Importante, mentre impastate non aggiungete altra farina oltre alle dosi indicate, anche quando vi sembrerà di impossibile che quel blob appiccicoso si possa trasformare in un bell’impasto liscio, voi continuate semplicemente a lavorarlo, raschiando il tavolo di tanto in tanto, vedrete che ad un certo punto comincerà a prendere forma.
Una volta finito l’impasto, trasferitelo in una ciotola capiente (molto capiente), copritelo con della pellicola e lasciatelo lievitare per 2-3 ore in un luogo riparato, la temperatura dovrebbe essere tra i 24 e i 26 °C, se è un po’ meno ci metterà un pochino di più, l’importante è che almeno raddoppi in volume. Finita la lievitazione trasferite il contenitore in frigo per tutta la notte.
Durante il secondo giorno io ho preparato anche la composta di mirtilli per il ripieno e la glassa allo sciroppo d’acero, voi potete prepararla quando volete, ovviamente.
Per la composta unite tutti gli ingredienti (tranne le noci) in un pentolino e lasciate sobbollire per 15-20 minuti a fuoco medio, la parte liquida deve evaporare quasi del tutto, lasciandovi con i mirtilli appassiti in uno sciroppo denso, questo perché se mettete una marmellata troppo liquida nelle girelle cola dappertutto e fa un casino.
Per la glassa il procedimento è esattamente lo stesso, unite tutti gli ingredienti e lasciate sobbollire per 10-15 minuti, finché non torna ad avere una consistenza sciropposa, filtratela per eliminare la scorza e lasciatela freddare.
Terzo giorno, e arriva la parte complessa. Per prima cosa bisogna preparare il burro per la sfogliatura (se volete potete farlo anche il giorno prima), prendete il burro (gli ultimi 200 g), tagliatelo a cubetti e lasciatelo ammorbidire leggermente, quando inizia ad essere lavorabile aggiungete la farina 00 e impastate fino ad amalgamarli bene (la farina serve a rendere il burro più malleabile), stendete questo composto tra due fogli di carta forno (se è troppo morbido passatelo un  po’ in frigo) fino ad ottenere un quadrato spesso 5 mm, io mi sono aiutata con una riga per dargli la forma, rimettete in frigo.
Ora, prendete l’impasto e stendetelo in un rettangolo (più o meno), assicurandovi che sia lungo il doppio del quadrato di burro e che rimanga un po’ di spazio lungo i bordi, sistemate il burro su metà dell’impasto e ripiegate su di esso l’altra metà, chiudendo bene lungo i bordi.


Cominciamo con le pieghe, stendete nuovamente l’impasto in un lungo rettangolo, ripiegate il terzo inferiore verso l’alto e poi portate il terzo superiore verso il basso, alla fine avrete un rettangolino lungo 1/3 rispetto all’inizio, con tre strati di impasto sovrapposti; avvolgetelo così com’è nella pellicola e mettetelo in frigo per 15-20 minuti (c’è chi lo lascia anche 40 minuti – 1 ora, ma per me è sufficiente anche meno).


Finito il riposo in frigo, riprendete l’impasto e stendetelo nuovamente, tenendo i lati corti di fronte a voi con la parte aperta sulla vostra destra, ripetete la piegatura come prima e rimettetelo a in frigo, dopodiché ripetete tutti i passaggi un’ultima volta.
Dopo l’ultimo riposo potete formare le girelle (o cornetti, o quello che volete). Stendete l’impasto fino ad uno spessore di circa 3 mm (si lo so è un lavoro duro!), dandogli una forma rettangolare, stendete la composta in uno strato sottile e il più uniforme possibile e distribuite le noci pecan tritate grossolanamente, arrotolate il lato lungo su se stesso fino a formare un “salame” e tagliate le girelle, con un coltello ben affilato, dello spessore di circa 2-2.5 cm, disponetele su una teglia rivestita di carta forno.
Ora, le opzioni sono tre.
Uno. Le coprite con della pellicola e la fate lievitare per 2-3 ore in un luogo riparato (circa 26 °C) finché non raddoppiano di volume, poi le cuocete. Questa è la scelta ideale.
Due. Le congelate, tenendole in piano su un vassoio, poi le trasferite in un sacchetto e quando le volete usare le tirate fuori, con circa 6 ore di anticipo, le fate scongelare, lievitare e le cuocete.
Tre. Se come me volete farle il giorno stesso ma non avete tempo di farle lievitare subito, le potete tenere in frigo per qualche ora, in questo modo la lievitazione rallenta, poi quando siete a casa le tirate fuori e le fate finire di lievitare normalmente. Non è l’opzione ideale, ma si può fare.
Qualunque sia la vostra scelta una volta finita la lievitazione, cuocetele in forno già caldo a 180 °C per circa 20 minuti, finché non saranno dorate; poco prima di infornarle spennellatele leggermente con un uovo sbattuto con un goccino di latte (è importante che l’uovo e il latte siano a temperatura ambiente).
Tiratele fuori dal forno, spennellatele uniformemente con lo sciroppo d’acero all’arancia e fatele freddare, se ci riuscite!

Con questa ricetta partecipo al contest di “Due sorelle in cucina”